Fotoritocco digitale

Con l’avvento della tecnologia digitale la parola “fotoritocco”  è ormai entrata nel patrimonio professionale di ogni fotografo degno di essere qualificato come tale. Consente infatti di elaborare i files, dopo lo scatto, in modo da ottimizzare la qualità delle immagini. E non solo. Con l’utilizzo di sofisticati software dedicati alla post-produzione, tra i quali Adobe Photoshop detiene il primato grazie alla sua versatilità e completezza , è possibile anche eliminare, aggiungere, ricostruire, particolari delle fotografie originali e, chi piu’ ne ha, piu’ ne metta. C’ è da osservare, però, che, nonostante le poliedriche prestazioni del software in questione,le procedure e le metodologie utilizzate, la qualità del risultato finale, dipende soprattutto dall’abilità dell’operatore, del quale si esige una professionalità completa, ovvero una formazione e un’esperienza che, partendo dall’abilità fotografica, si allarghi e si completi con un’ottima conoscenza  e capacità di utilizzo degli strumenti atti ad ottenere immagini di alto livello. E, perchè no, anche da quel “quid” di creativita’ personale che rende le proprie fotografie inconfondibili. D’altro canto il ritocco fotografico non e’ un’iidea dell’era digitale.Fu inventato nel 1855 da un fotografo tedesco di Monaco, certo Hamsteingl, era in bianco e nero ed era  utilizzato soprattutto nei ritratti, allo scopo di ingentilire il soggetto. Gli strumenti a disposizione del ritoccatore erano estremamente semplici ma efficaci: pennellini di martora, lapis da posizionare su carta smerigliata, inchiostro di china da sciogliere in acqua zuccherata, lente  d’ingrandimento e piombaggine. La lastra da ritoccare veniva collocata in posizione rialzata, cosi’ da poterla osservare in trasparenza grazie ad un foglio bianco posizionato sul piano di lavoro e riflettente la luce proveniente da una finestra. Era infine utilizzata una soluzione a base di essenza di trementina e gomma Dammar, che, spalmata sulla parte da ritoccare, offriva  una superficie adatta al lapis.

Ed anche qui, più di un secolo fa’, la figura del ritoccatore generalmente era  ascrivibile a quella di un professionista del settore, il fotografo, per l’appunto, il solo dotato di mano abile ed esperta. Sorge, a questo punto, una riflessione spontanea: le tecnologie si evolvono, le tecniche progrediscono ed oramai fanno passi inimmaginabili in tempi sempre piu’ brevi. Ciò che pero’ rimane "archè" della fotografia, principio primo dal  quale viene originata un’ineguagliabile, impeccabile immagine, è, da sempre, e rimarrà per sempre, la professionalità, la sensibilità, l'arte e la creativita' dell’essere umano, il fotografo, in questa fattispecie, che mai potrà essere sostituita dall’inarrestabile avvento del progresso.



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